La morte e la giostra

La morte incombe ma la giostra continua a girare.
Accade così in una discoteca del Polesine, dove una ragazza di ventinove anni lo scorso fine settimana si è accasciata ed è morta senza che venisse interrotta la musica, senza che il mondo di esseri umani intorno a lei si fermasse per il dovuto rispetto verso “un’anima che partiva”.
Accade ad Haiti dove le navi da crociera della Royal Caribbean Cruise continuano a far scalo e i turisti si godono sole e mare cristallini al villaggio vacanze, mentre le vittime del sisma vengono ammassate lungo le strade, senza un nome, un’identità.
Atteggiamenti come questi rivelano, a mio avviso, un carattere preoccupante della nostra civiltà, parlano di profondo imbarbarimento, altro che civiltà del progresso, questi sono i segni di una nuova preoccupante decadenza.
Tanto cinismo fa rabbrividire persino i sociologi più disincantati e la voce di chi cerca di giustificare questo comportamento dicendo che il turismo è una risorsa e che le navi portano anche aiuti, appare un controcanto poco credibile.
Che la giostra continui a girare dunque, ingrassi l’industria del turismo, ma finita la “sagra” che cosa rimarrà dell’uomo? Possibile che anche la morte così vicina, così spaventosamente presente non scuota l’essere umano? Cosa sta accadendo? Dove si è persa l’umanità?

Germana Urbani

2 risposte a La morte e la giostra

  1. Alessandro scrive:

    Caro Direttore,
    il mio modesto parere è che questa giostra giri da sempre e che faccia parte della natura umana. Oggi però, il mondo in cui viviamo, le tecnologie, il businness , il continuo bombardamento di informazioni mediatiche la fanno solamente girare più velocemente. Capita così che molte persone, giovani e non, si lascino coinvolgere da questo ritmo perdendo di vista, a causa della velocità, i valori e le cose importanti della vita. La storia però ci dimostra come questa ruota abbia già dato brusche accelerazioni nel passato, anche recente, facendo perdere all’uomo valori e dignità ma al contempo ci ha anche mostrato decelerazioni che, al contrario, hanno evidenziato come la solidarietà e l’aiuto verso il prossimo siano ancora una realtà.
    Sono quindi fiducioso che “la civiltà del progresso” non sia solo imbarbarimento e negatività. D’altronde verso Haiti non ci sono in navigazione solo navi da crocera ma anche navi civili e militari (cito solo la portaerei italiana Cavour alla sua prima missione) che stanno portando aiuti umanitari, logistici e tecnici al quel martoriato angolo di mondo contribuendo così a controbilanciare episodi negativi come quelli citati. Un saluto. Alessandro

  2. katia scrive:

    prova commento

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