Donne, con la testa e i guantoni

E’ preferibile essere belle o intelligenti? Simpatiche o acide, a disposizione o schive? Quanto remissive e fino a che punto combattive?

Di questi tempi la maggior parte di noi ragazze non ha più ben chiaro cosa sia meglio, quale sia l’atteggiamento che aiuta di più sia nel mondo del lavoro che nei rapporti di coppia.

Certo gli esempi di chi ha scelto da che parte stare non mancano e, come ha detto la terribile linguaccia di Luciana Litizzetto commentando il fidanzamento di George Clooney con Elisabetta Canalis, ci sono almeno tre “tipologie di donna italica al momento sulla cresta dell’onda: le Elisabette Canalis ( beate loro, ma son poche), le Luciane Littizzetto ( Dio le benedica), le Patrizie D’addario e similia”.

Io non sarei così catastrofica e ne aggiungerei qualcuna, specie tra quelle con “la testa e i guantoni”.

Tra queste sicuramente figurano le oltre 60mila che hanno firmato una petizione per la dignità della donna. Donne che evidentemente ritengono che ultimamente questo valore primario sia stato calpestato. Di fronte a questo movimento femminile che cresce, credo sia lecito e giusto attivare il senso critico e chiederci se davvero stia accadendo qualcosa di nuovo nel nostro Paese e di che cosa si tratti. Che donne vogliamo essere e che battaglie vogliamo combattere?

Ad esempio il Ministro per le pari opportunità Mara Carfagna ha deciso che la sua prossima battaglia riguarderà la condizione delle donne immigrate in Italia: si è detta preoccupata e allarmata a causa di “tradizioni, culture e modi di trattare le donne che spesso sono incompatibili” con quelli nostrani. “Occorre far capire alle donne che vengono nel nostro Paese – ha detto il ministro – che da noi le donne godono di pari diritti e di pari dignità rispetto agli uomini, e che non c’é spazio per culture, tradizioni o religioni che vogliono confinare la donna in uno stato di soggezione e di inferiorità”.

Altre battaglie si combattono su altri fronti, dolorosi e problematici. Ottobre è infatti anche il mese della Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno. E proprio la super invidiata Elisabetta Canalis, indossati guantoni color confetto, come testimonial invita le donne a frequenti visite senologiche che per tutto il mese di ottobre saranno effettuate gratuitamente presso i 370 ambulatori LlLT sparsi nel territorio italiano. Interessante lo slogan della campagna: “Non perdere tempo, la migliore difesa è l’attacco”.

Una massima che vale sempre e ovunque, anche nei luoghi più lontani da noi e dalle nostre tradizioni.

Come ultimo spunto di riflessione vi segnalo l’uscita in Italia del libro Io, Nojoud, dieci anni, divorziata (Piemme), che racconta la storia della prima sposa bambina che a soli 9 anni è entrata in un tribunale da sola per chiedere il divorzio.

La sua vicenda ha fatto il giro del mondo, nessuno prima di lei aveva fatto una battaglia simile nello Yemen dei maschi. Eppure è accaduto: una bambina ha aperto la strada al diritto, riscattando così la sottomissione di intere generazioni di donne che avevano subito in silenzio.

Non facciamoci mancare il coraggio, dunque, per ogni battaglia, anche la più utopistica, vale la pena di scendere in campo con tutte le armi che abbiamo.

Una risposta a Donne, con la testa e i guantoni

  1. Sabrina Manente scrive:

    Gent.le Direttore,
    in questi giorni Alda Merini ha lasciato la vita terrena…una grande Donna, una Maestra di Vita, un esempio di quanto noi Donne possiamo essere Forti, cervello, anima e corpo. Dedico questi miei umili versi ad Alda Merini. Mi può trovare anche nei motori di ricerca. S.M.

    Mia

    Si rivelano i segreti
    nel tuo sguardo limpido.
    sono pagine di Vita.
    Reclusa ed inclusa,
    paziente ed impaziente.
    Lento ed agonizzante
    il supplizio;
    di chi può udire,
    di chi può vedere,
    di chi può toccare.
    Follia ed ingenuità,
    imperfezione di questa
    sudicia perfezione.
    Epidemia di versi
    navigati,
    sofferti,
    acclamati da noi
    ancora giovani
    inesperti “poeti”.
    Io come un segugio
    divoro con avidità,
    la tua poesia e
    mi nutro di quel
    sano e smisurato
    piacere…orgasmo
    incontenibile e ti fai
    Mia…Poesia.

    Sabrina Manente

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